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600 permessi venduti dal Safari Club International

Cosa è successo a Las Vegas negli ultimi tempi, internamente al mondo della caccia?

A Las Vegas si è da poco conclusa la grande asta dei permessi di caccia in occasione della convention annuale del Safari Club International.

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Durante la convention del club, sono stati venduti 600 permessi agli americani appassionati di caccia sportiva.

Ricordiamo, per chi non ne fosse al corrente, che questo club è una sorta di associazione dedita alla conservazione della natura e difesa della caccia.

Questo organismo formato da cacciatori ed amici della caccia, conta al suo interno più di 50000 partecipanti in tutto il mondo con 180 sedi locali.

L’organizzazione fondata nel 1975 da C.J. McElroy, mosse i suoi primi passi a Los Angeles, Dallas, Chicago, Denver, Houston, Arizona e Mississipi, anche se il suo attuale centro amministrativo rimane a Tucson, in Arizona.

Il Safari Club International si pone da anni a salvaguardia della sicurezza, realizzando programmi oltre che di salvaguardia, anche di vera e propria educazione alla vita avventurosa della caccia.

Esistono, come sappiamo, numerosi gruppi di persone, animate da interesse verso questo sport, ma che pensano sia semplicemente necessario avere l’abbigliamento giusto e quindi consultare e-commerce di Beretta e partire all’avventura.

Ma non è questa la filosofia dell’organizzazione. Non basta avere solo la cartuccera pronta, quanto invece, anche la mentalità e l’approccio adeguati. Per approccio, si intende il club ha sempre messo in primo piano la conservazione della natura, con particolare occhio di riguardo al mondo animale, nonostante le critiche.

Certo, l’associazione è spesso stata oggetto di critiche più o meno spinte. Fra chi accusa il Safari Club International di essere una lobby, a chi pon l’accento su questioni ecnomiche circa gli introiti da pubblicazioni e tesseramenti. Come quasi ogni organizzazione no- profit, verrebbe da dire. La convention, ad ogni modo, si svolge con continuità dagli anni Settanta.

Ma torniamo ad oggi. Il Canada sembra ponga in prima posizione tra i paesi dai quali i cacciatori americani importano più trofei. Sembrerebbe una banalità,  per il semplice fatto che il Canada è vicino agli Stati Uniti ed ospita specie simbolo della fauna nordamericana come il grizzly, l’alce, l’orso nero, il grizzly ed il lupo. Di fatto, luogo prediletto dai cacciatori americani rimane anche il Messico.

Nel grande stato centramericano, infatti, il settore della caccia genera circa 200 milioni di dollari ogni anno. Inoltre il numero delle tenute in attività, stime alla mano, raggiunge almeno le 4.000 unità.

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